Periferia e centro cittadino pretendono più attenzione

Si moltiplicano le segnalazioni da parte dei cittadini sull’incuria nel quale versa il nostro territorio. A partire dal cuore della città, proprio dentro la Fortezza Firmafede, dove il chiosco improvvisato ad uso biglietteria, coperto da un telo malandato, nasconde una discarica improvvisata. E che dire dell’area verde di via Nerchia? Completamente invasa dalle erbacce e con cestini traboccanti. Le oasi ecologiche, sempre in via Nerchia, se così le possiamo chiamare, hanno bidoni rotti che non si chiudono, maleodoranti e regno dei gatti randagi. Sempre in zona, in via Alta, i lavori per la nuova fognatura hanno ridotto le strade in un pantano e con l’arrivo dell’inverno la situazione è peggiorata.  Anche il ponte sul Calcandola  a mesi dall’inaugurazione manca di parte della ringhiera di protezione, ora sostituita da una posticcia in tavole di legno, e quella che è stata installata è già tutta arrugginita. Proprio li vicino, percorrendo via Cisa I traversa, tra parcheggi pubblici utilizzati come rimessaggio di porta barche, chiusi da una catena al palo della pubblica illuminazione, e camion completamente abbandonati  uniti a cumuli di pneumatici, sembra di passeggiare in una discarica e cielo aperto. A Battifollo la situazione più critica, le solite auto abbandonate con tanto di targa, discariche abusive e restringimenti della carreggiata per lavori mai fatti che in caso di emergenze potrebbero creare problemi alla viabilità. E i bidoni della spazzatura stracolmi? A quelli oramai ci siamo abituati e non fanno più notizia.

A Sarzana non oramai c’è più limite al peggio ma proverò  comunque a chiedere un impegno al Sindaco a risolvere questi problemi entro la fine dell’anno.

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Macchinette mangia-soldi via dagli Arci

A Sarzana come in moltissime città italiane, stanno prendendo campo le cosiddette macchinette mangia-soldi, slot machine o videopoker.

I giochi tradizionali hanno perso dall’inizio dell’anno circa il 20% delle scommesse mentre le “macchinette” ed i giochi on line ne hanno raddoppiato la raccolta.

Purtroppo sono sempre di più anche le persone che cadono nel vortice della dipendenza da gioco, molte famiglie si sono trovate ad affrontare gravi difficoltà economiche in conseguenza di un vizio decisamente oneroso per il portafogli.

E se è discutibile l’installazione di queste macchinette in bar e tabaccherie diventa inaccettabile in circoli Arci, il cui statuto è quello di un’associazione che si richiama alla Costituzione e si definisce “rete integrata di persone, valori e luoghi di cittadinanza attiva che promuove cultura, socialità e solidarietà. E la domanda sorge spontanea: “Cosa c’entrano cultura e cittadinanza attiva con i videopoker?”

Il gioco d’azzardo è causa di degrado e se non vogliamo contribuire a questo impoverimento culturale dobbiamo combatterlo. E se diventa difficile imporre diktat, nonostante molte città come Genova, Bologna e Empoli l’abbiano fatto, si può invece intraprendere, almeno in prima battuta, un percorso partecipato che parta dal basso, sensibilizzando almeno i proprietari di questi esercizi.

E chissà che anche a Sarzana, o in tutta la provincia spezzina, non si decida di seguire la linea “dura” adottata dal Presidente provinciale Arci Genova Gabriele Taddeo che ha stabilito due semplici direttive: innanzi tutto i nuovi circoli, se vorranno affiliarsi, non dovranno avere slot e a quelli già esistenti, che ormai le hanno installate, hanno due anni di tempo per liberarsene.

In attesa che anche il Governo dia qualche strumento in più agli enti locali ho presentato un’interrogazione chiedendo al Sindaco se e in quale modo  intende attivarsi per contrastare questo decadimento culturale e sociale nella nostra città. E spero proprio da lui parta un primo segno importante che in breve tempo contribuisca ad eliminare queste attività almeno dal nostro comune.

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