E ora… ti dico la mia! [5]

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FIABE DI NATALE: Trasparenza, austerity e … Linee guida del PUC

Lunedi 10 dicembre si riunì il consiglio comunale per discutere alcuni ordini del giorno e 2 regolamenti. Il venerdì precedente feci presente al segretario generale che non erano stati depositati gli atti in segreteria (il regolamento prevede il deposito almeno tre giorni prima della seduta) e chiesi quindi di intervenire per far rinviare le pratiche che non avrei avuto modo di esaminare prima dell’assemblea. NESSUNA RISPOSTA.

Il segretario generale era presente, chiesi quindi al presidente del Consiglio comunale di prendere atto che non avevo avuto modo di visionare gli atti, per i soliti motivi sopracitati e intimai il ritiro delle pratiche relative ai regolamenti.

Oltre ad un vano tentativo di convincermi che la documentazione fosse stata depositata, ma che non mi  era stata fornita per un banale fraintendimento con la segreteria, prima di mettere al voto la mia richiesta di rinvio, richiamò i colleghi alla responsabilità: se si fosse rinviato il consiglio comunale per una pratica (per dare la possibilità ai consiglieri di prenderne visione) ci si sarebbe dovuti riunire in seduta straordinario con i relativi costi che ogni riunione comporta.

Così, il 10 dicembre scorso, fu rigettata la mia richiesta di rinvio e fu discussa una pratica che probabilmente nessun consigliere (se non i commissari della commissione affari istituzionali) ebbe modo di analizzare con la dovuta attenzione.

Il giorno dopo, venne convocato un consiglio comunale ad hoc per l’approvazione di un unico documento,  passato oltre un mese fa in commissione territorio e che quindi avrebbe potuto essere votato settimane fa: le linee guida del PUC.

LA FAVOLA

DEL PUC – PARTE 1: Linee Guida (scarica qui il pdf)
fiaba-di-nataleLunedi 17 il Consiglio comunale ha  sancito uno spartiacque temporale:

quello che ieri era abitudine oggi diventa irresponsabile e poco sobrio.

Da domani ci si ispirerà alle linee guida di un piano della responsabilità e della sobrietà  che scopre, come per magia, lo sviluppo sostenibile e il contenimento del consumo di suolo. Un’amministrazione che,  improvvisamente, capisce che ha un centro storico da tutelare e valorizzare (ma un mese fa ha riconfermato il si al parcheggio interrato sotto l’oratorio), che scopre che esiste la mobilita’ sostenibile e la qualità ambientale ma le declina con un piano della sosta al palo e lontano anni luce dai principi a cui questa amministrazione vorrebbe ispirarsi.
E quando l’assessore all’urbanistica tenta di emozionare con il cavallo di battaglia della partecipazione si riesce piano piano a tornare alla realtà e a rendersi conto che queste 25 pagine sono una bella favola, che lascia molto spazio all’immaginazione… visto che questa amministrazione non sa neppure cosa sia, la partecipazione.

E poi finisce richiamando un altra favola di cui tutti conoscono la fine : il progetto Marinella.
Ed e’ proprio in quel momento che  ci si sveglia improvvisamente dal bel sogno che vorrebbero essere queste linee guida:  la realtà e’, ahime, quella che questo territorio vive da oltre 20 anni.
Ed e’ sotto gli occhi di tutti.
Nessuno crede più che questa amministrazione sia in grado di fare qualcosa di utile per questa città ma la spartizione del potere riesce ancora a nascondere questo grande vuoto che e’ sotto i piedi di tutti i cittadini.

 

Articolo del Secolo xix del 19/12/2012

Articol de La Nazione del 19/12/2012

EQUILIBRI DI BILANCIO 2012: riparliamone a dicembre

La ricognizione dello stato di attuazione dei programmi combinata agli equilibri del bilancio di questo Comune offre uno spettacolo disarmante.

L’avanzo di amministrazione, vale a dire i soldi risparmiati dalle attività degli anni precedenti, per un importo di 560 mila euro insieme a ben 1 milione e 133 mila euro di entrate in conto capitale (entrate che dovrebbero provenire dalle vendite di immobili e terreni di proprietà del comune) vengono impegnate per assicurare questo equilibrio precario ed in parte virtuale.

Non è certo infatti che si incasserà vendendo quegli immobili che di mese in mese vengono riproposti, a base d’asta sempre più basso in attesa di essere “regalati” all’acquirente di turno. E se non si vendesse nulla?

Gli stessi revisori dicono che “presumibilmente lo stesso pareggio sarà conservato alla chiusura dell’esercizio” appunto, presumibilmente, termine che ha poco a che fare con le certezze dei numeri.

Ebbene sì, con somme di incasso incerto si mette la toppa  al buco provocato da una voce di bilancio che risulta  incomprimibile solo a Sarzana: la spesa corrente, vale a dire le spese per il funzionamento degli uffici e dei servizi pubblici (gli stipendi, le indennità milionarie dei dirigenti il riscaldamento, la bolletta dell’energia, etc.).

Ma l’anno prossimo, visto che le spese sono sempre in aumento, e non avrete più l’avanzo di amministrazione e immagino gli immobili che state svendendo ora cosa farete? Vi venderete il palazzo comunale?

Le relazioni degli uffici continuano a fornire indicazioni di ordine amministrativo e politico (vedi quella del settore bilancio e controllo di gestione) “per poter ripristinare le possibilità di spesa, intaccate ulteriori tagli dei trasferimenti statali è stata aumentata l’addizionale comunale!” tant’è che non si capisce più se sono scritte da un Dirigente o dall’Assessore..

Allucinante che un dipendente pubblico faccia politica spicciola ma questa cosa in una realtà come questa non mi stupisce affatto, mi sconcerta però che nella stessa relazione venga spiegato come gli uffici si siano degnati di accertare le posizioni di suolo pubblico morose dal 2008; complimenti dopo solo 4 anni, una tempistica sul filo della prescrizione! Ma c’è di meglio, addirittura l’assessore al bilancio sui quotidiani locali ringrazia l’unico dipendente dei tributi, dice lei, che si è prodigato a fare ‘sti 6 e dico 6 accertamenti. Beh siamo messi bene. Grande programmazione, un 10 più all’assessore al personale.

Settore economato e gare: anche qui la situazione è allarmante. Dico questo perché sono molte le preoccupazioni in merito alle spese fatte e le modalità con le quali vengono pagate. Per gli acquisti in economia, vale a dire le cose da comprare senza particolari gare o indagini, il Comune ha stabilito un limite di 40 mila euro. Un po’ alto ma non in assoluto, almeno non sarebbe alto se fosse previsto un regolamento atto a discriminare non solo cosa si può comperare (e quello è stato stabilito nel dicembre 2011 con delibera di Giunta Comunale 161) ma anche a chi. Delle modalità di scelta del contraente, di chi sia il responsabile del procedimento, nulla. E allora succede che voi affidiate nell’aprile 2012 l’elaborazione delle paghe dei dipendenti comunali per oltre 13 mila euro di spesa semplicemente dicendo che “la ditta utilizza abitualmente il software che ha in uso il comune per fare le buste paga”, vi sembra una ragione sufficiente? A me no.

Chiunque avrebbe approntato almeno un’indagine di mercato comparando competenze e costi, i classici tre preventivi, ma l’ufficio economato non lo fa. Ma c’è di peggio, l’ufficio economato, predispone la liquidazione di una fattura emessa da una nota gioielleria cittadina, nel marzo di quest’anno e paga 1200 euro con la seguente motivazione “acquisto medaglie con incisione per premiazione dei dipendenti andati in pensione”, imputandoli alle spese di rappresentanza.

Ora con tutto il rispetto per chi va in pensione… ma come è possibile che a qualcuno venga in mente di spendere soldi del bilancio comunale e quindi di tutti i cittadini per fare regalini in oro?

Caro Sindaco mi auguro che qualcuno si assuma l’onere di riversare al più presto le somme a bilancio, lei sa che il passo poi diventa troppo breve per rendere legali comportamenti che in questi giorni non hanno salvato neppure i più decisi rottamatori. I dipendenti hanno stipendio, avranno pensione e liquidazione penso possa bastare, se l’amministrazione vuole fare regali che esulino da una stretta di mano li faccia con i soldi suoi. Che l’ufficio cominci a lavorare seguendo la normativa vigente.

Il Comune di Brescia avvia indagini di mercato comparative per tutte le sue consulenze e addirittura il Comune di Montalcino fa indagini di mercato comparative anche per affidare, per poche centinaia di euro, i servizi di supporto per la sagra del tordo… è pazzia? No! Si chiama saper spendere beni i soldi dei cittadini.

Perché in questo Comune si fa sempre meno e si spende sempre di più?

L’argomento  è più serio di quello che si possa pensare.

A seguito di alcune delle mie tanto sgradite interrogazioni, sono venuta a sapere che l’economato continua  a pagare fatture relative ad una lavanderia di Marina di Carrara (già proprio a Marina si lava la biancheria della Lalli) sulla base di una indagine di mercato datata 1996. Ma vi sembra possibile che a nessuno sia mai venuto in mente di richiedere alcuni preventivi di spesa, magari di una lavanderia cittadina, a distanza di 16 anni? Ma l’assessore al commercio perché non cerca di far lavorare le imprese cittadine anziché pensare alle grandi griffes? No i panni li manda a lavare a Carrara.

Qualcuno sa qualcosa del servizio di telesoccorso? A Sarzana dal 2002 ad oggi sono state assistite 175 persone con questo servizio, utile in quanto le persone sole possono, schiacciando un pulsante, mettersi in contatto con una centrale operativa che le aiuta in caso di malori o altro. Il servizio oggi assiste solo 10 anziani, e dal 2002 ad oggi è costato 72 mila 900 euro. Ogni anziano è costato al Comune ben 416 euro l’anno, ma sapete l’identico servizio quanto costa nelle altre parti d’Italia?

A Como 75 euro l’anno, a Ventimiglia 200 euro l’anno a Cremona 198 euro.

Noi per il solito servizio abbiamo speso più del doppio. Soldi buttati dalla finestra e qua gli uffici, gli assessori ed il sindaco devono rispondere.

Ma lo sapete che una gara per un servizio non può essere tacitamente prorogata e se vi fossero clausole vessatorie il Consiglio di Stato nel 2006 le ha dichiarate nulle? Qui la convenzione è stata stilata 10 anni fa e sempre tacitamente rinnovata.

Siamo strozzati da questo andazzo di spendere al quale nessuno pone attenzione.

Spese spese e spese senza che freghi nulla a nessuno per poi sentire i soliti piagnistei in ogni comizio improvvisato.

Sindaco pensi a chi non ce la fa più, iniziate a guardare come spendete i nostri soldi e finitela di dissanguare i cittadini, risparmiare si può semplicemente spendendo meglio senza bisogno di tagliare nulla e mi sembra che abbia portato casi incontestabili.

Immagino che dopo la mia denuncia abbiate preso provvedimenti, quindi che il Comune non stia continuando a pagare una linea telefonica a chi gestisce il Barontini.

Per finire mi piace ricordare il solito copia e incolla mal riuscito. Nella relazione dell’area 3 Territorio si fa riferimento al progetto Marinella, un progetto diventato oramai maggiorenne che per 8 relazioni al bilancio è stato sempre citato, ora finalmente la Regione Liguria con deliberazione 936 del 2011, ha scelto i porticcioli di Fezzano e Spezia, lo ha definitivamente bocciato, zero posti barca. Un refuso quindi che deve essere cancellato. Cambiano gli equilibri politici ed i voti hanno contato più dei listini. A rileggere i giornali del 2005 c’è da rabbrividire, quante bugie… e purtroppo anche chi avrebbe dovuto costruire, è  già fallito con un buco che vale 500 milioni di euro, segni del destino?

COMMERCIO: si salvi chi può

Il raddoppio della galleria dell’Ipercoop che, per voce degli stessi negozianti, metterà in ginocchio l’asfittico commercio del centro storico, ha ricevuto la benedizione dei vertici di tutte le categorie (Confocommercio, CNA, Confesercenti  e Confartigianato), ma, evidentemente, chi parla non rappresenta tutti quei commercianti che chiedono semplicemente di non dare il colpo di grazia al commercio di vicinato.

C’è chi tra i commercianti può ancora ricordare come cambiò drasticamente, non certo in meglio, il commercio sarzanese con l’apertura della galleria dell’ipercoop e con la saturazione delle varianti. E chi non lo ricorda forse è perché non c’era ancora, o ha preso il posto di qualcuno che ha chiuso in quegli anni.

Non parliamo poi delle idee di quel CSSS, del quale sono da mesi in attesa di avere i bilanci, che propone mostre di alto livello, visto che “gli spazi li abbiamo”, al quale però andrebbe ricordato che l’unica mostra di livello a Sarzana, la Nazionale dell’antiquariato, ha avuto quest’anno una flessione di oltre il 30% dei visitatori.

L’assessore al commercio  snocciola addirittura quattro nuove proposte per il commercio sarzanese: il mercatino di Natale targato ex assessore Michelucci abbinato ad un antiquariato Natalizio.  Un vero sforzo innovativo.

Ma la quarta è la chicca finale: favorire l’apertura di negozi di grandi griffes a Sarzana. Aspetto di sapere come farà a convincere le grandi firme, visto che a contrario di questa amministrazione, loro decidono come e dove aprire con apposite indagini di mercato. L’assessore sta forse pensando ad un invito ufficiale?

E la ciliegina sulla torta è stata anticipata con la presentazione della seconda fase del piano della sosta. Delle richieste fatte pochi mesi dai commercianti e dalla sottoscritta neppure l’ombra. (Leggi le interrogazioni  QUI e qui)

Infine è stato annunciato anche l’aumento IMU dei fondo sfitti. Esiste e da sempre il problema degli affitti spropositati in centro a Sarzana ma in questo momento di crisi c’è anche un altro problema: ci sono fondi che nessuno vuole, a nessun prezzo. Giusto tenere più alta l’aliquota per i fondi sfitti, ma lo 0,96 % come deliberato dal Consiglio comunale mi sembra già sufficiente, portarlo all’1,06% è veramente troppo, almeno in questo momento.

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